trekking monte cetona

“Da lassù godrete di una vista stupenda su tutto ciò che vi circonda, valli che si incrociano a formare un ambiente unico”. Questo ci aveva detto un amico prima di salire sul Monte Cetona, non si sbagliava. Il Monte Cetona (1.148 mt.) è un rilievo della Toscana meridionale, collocato all’estremità sud-orientale della provincia di Siena e compreso nella catena dell’antiappennino toscano. Non noto magari come il vicino Monte Amiata (1.738 mt.) è comunque una montagna bellissima ed interessante da ogni punto di vista, storico, naturalistico, botanico e geologico. Separa la Val d’Orcia dalla Val di Chiana ed è compreso nel territorio di Cetona, Sarteano, San Casciano dei Bagni e Radicofani. Curiosa e degna di nota è la sua origine dove, in seguito a movimenti e spinte telluriche, la montagna si è innalzata formando una piega che pian piano, a differenza della maggior parte dei rilievi, si è coricata su un fianco invertendone la stratigrafia.

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Affiorano così i terreni più antichi risalenti al Triassico, 225 milioni di anni fà quando, in un ambiente costiero, il mare sempre più profondo vide crescere di altezza le barriere coralline affermatesi successivamente in scogliere calcaree massicce che ritroviamo oggi sul suo rilievo. Attorno a 65 milioni di anni fa un progressivo abbassamento del mare e una serie di spinte generava la catena alpina che successivamente, a partire dall’Eocene, provocava l’emersione degli Appennini e del Monte Cetona. Con il progressivo ritirarsi delle acque l’accumulo dei detriti erosi dai fianchi della montagna coprì le antiche formazioni rocciose senza raggiungerne però la vetta e lasciando così le formazioni calcaree in bella vista. Formazioni che con le loro cavità nel corso dei secoli hanno dato vita ad un intreccio di cunicoli, ripari e grotte, di fatto i primi insediamenti umani risalenti al Paleolitico.

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Grazie a vari studi e ritrovamenti effettuati fin dall’inizio del secolo scorso è stato istituito il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e il Parco Archeologico Naturalistico dove si possono visitare grotte e cavità abitate nella Preistoria e nelle epoche successive da santi ed eremiti, tra cui la Grotta Lattaia utilizzata come luogo di culto in epoca etrusca e romana. Raggiunta la vetta 1.148 mt., a primavera ricoperta da un bellissimo tappeto di orchidee, iris, lino e tante altre specie floreali, si apre un sorprendente panorama a 360 gradi sulla Toscana meridionale, sulle terre dell’Umbria e del Lazio. La vista si perde verso est fino all’Appennino, scoprendo con meraviglia i laghi di Montepulciano, Chiusi e Trasimeno ed i paesini che animano la Val di Chiana. A nord la bellissima Val d’Orcia ed il suo fiume le cui sorgenti si trovano sulle pendici sud-occidentali della montagna. Pienza, S. Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia davanti agli occhi…in fila uno accanto all’altro a formare un quadro unico. Ad ovest Radicofani, poco più indietro il Monte Amiata con alle sue pendici i paesi di Abbadia S.Salvatore e Piancastagnaio. A sud il confine con il Lazio dove il fiume Paglia scorre a dar vita all’omonima valle prima di sfociare nel Tevere nei pressi di Orvieto. Insomma, una montagna ricca di tante meraviglie pronta a sorprenderci una volta conquistata la vetta.