La montagna di fuoco

L’Amiata è un antico vulcano che si innalza inaspettato tra le campagne senesi e grossetane. La “Vetta” raggiunge 1738 metri e costituisce un SIC (sito di importanza comunitario).
É sia monte sia montagna a seconda se vogliamo mettere l’accento sulla sua parte femminile o maschile. La prima richiama le linee delicate e lievi, la purezza delle sue acque e l’atmosfera avvolgente delle faggete. La seconda le sue rudezze, gli anfratti, le gole, le forre e le pareti rocciose.
Monte Amiata, la montagna di fuoco

I SENTIERI DEL VULCANO

Per queste sue peculiarità è un un vero e proprio tesoro naturale, e non c’è modo migliore di viverlo che esploralo con passeggiate e trekking. Recentemente la sentieristica è stata completamente rinnovata e ci sono percorsi per tutti i gusti e le difficoltà. Quello più lungo e impegnativo è l’Anello del Monte Amiata 27,3 km percorribile anche in Mountain Bike, uno tra i più naturalistici e panoramici è l’Anello di Stibugliano lungo 15 km che parte da Arcidosso, invece il sentiero del Parco Faunistico del Monte Labbro è perfetto per le famiglie.
sentieri monte amiata

LEGGENDE

Lo Yin e Yang si rispecchiano anche nel patrimonio leggendario: tenere leggende d’amore (Il Prato della Contessa, la bella Antiglia) o racconti di fate; leggende violente e sanguigne che hanno come protagonisti draghi e mostri (il drago della Selva, il mostro di Semproniano) o bestemmiatori e malfattori.
leggende monte amiata

MISTICISMO

C’è un aurea spirituale e mistica, un’energia forte che si avverte subito varcando questo un po’ sottovalutato e dimenticato angolo di Toscana. Non a caso sul Monte Labbro si trovano sia i ruderi della torre di David Lazzaretti (a fine ‘800 aveva provato a costruire una società egualitaria ispirata ai principi cristiani e per questo fu ucciso) sia una comunità tibetana Dzog Chen di Merigar.
L’energia più potente è quella della sua natura selvaggia che ancora oggi riesce a regalare luoghi incontaminati e panorami suggestivi.

GEOLOGIA

Le eruzioni vulcaniche iniziate circa 1 milione di anni fa e concluse 180 mila anni hanno determinato la sua formazione, la roccia che caratterizza l’Amiata è infatti la Trachite, una roccia vulcanica effusiva porosa e molto permeabile che è origine delle copiose acque  termali che scorrono in questo territorio.

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FLORA

Fino a 1100 metri l’Amiata è coperto da estesi e curatissimi castagneti e grandi, antiche e affascinanti faggete. Non mancano però i rimboschimenti di conifere. Il sottobosco si caratterizza da splendide fioriture: primule, scille, anemoni, gigli rossi e orchidee (elleborina comune, orchidea romana, orchidea maculata e orchidea sarda).

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FAUNA

La cavità dei vecchi tronchi di castagno e faggio costituiscono rifugi idonei per varie specie di uccelli: l’allocco, la civetta, il picchio muratore, il picchio rosso maggiore e minore, il picchio verde e varie specie di pipistrelli. Sulle chiome volano lo sparviero e l’astore. Nei boschi vivono invece la poiana, il falco pecchiaiolo e il raro biancone e ospitano un vasto numero di mammiferi; Con un pò di fortuna è  possibile scorgere  tra gli alberi il capriolo, il tasso, l’istrice, lo scoiattolo, il cinghiale e il lupo presente in cospicuo numero.